'Confessioni di un Omofobo'

26.05.2014

Attenzione, il testo non esprime il pensiero dell'autore, ma prova ad attraversare l'intimo inconscio di un omofobo, riportandone le possibili riflessioni. Questo viaggio affronta un'analisi psicologica che approda ad un'ideale catarsi:

"Inciampo nei miei problemi che ho sempre tralasciato, e scopro che gli omoaffettivi li han già superati poiché da tempo hanno compreso il mondo e tutte quelle cose che non avevo capito di dover capire. Sono in bilico tra il divenire consapevole come loro, pur non volendo divenire come loro (ignobile deviato), ed il rimanere fermo, rinunciando a qualsiasi risolutiva presa di coscienza. Voglio che mi stiano lontano, la storia e Freud ci insegnano a definirli deviati, sbagliati, malati. Ma la loro inverosimile risolutezza desta in me il dolore della mia irresolutezza. Sono stato scavalcato da chi mi dà un senso di pena, una pena che soffro osservandoli. Li odio, perché ricordano e sollecitano l'odio che provo verso me stesso. Marcirò nella mia penosa solitudine. Eppure, perché ho vissuto così? E tu perché sai tutto del mondo? Che vita hai vissuto? E che vita vivremo? Comprendere la verità e la grazia ti è possibile paradossalmente forte delle sofferenze che ti ho inflitto nei decenni, ed è dal tuo dolore che adesso ho bisogno di comprendere me stesso per ritornare a vivere. Solo tu puoi aiutarmi, perché siamo fratelli. Perdonami e insegnami a rispettarti".

 

 

 

TESTO

inciampo nei miei sospesi disastri

indietro ad ignobili deviati che hanno capito il mondo

ed io in bilico tra l’emularli ed esser niente

ed io in bilico

 

stiano lontani i penosi deviati che odio perché mi odio

rintanato nella mia rabbiosa invidi

 

ma cosa ne è stato di me e cosa ne è stato di te

e cosa ne sarà di me e cosa ne sarà di te

 

aiutami a capire questo mare e questo cielo

perché tutti i miei linciaggi ti hanno dato il senso della grazia

aiutami ad amare questa terra e questo circo

perché tutti i miei abusi ti hanno dato il senso delle cose

aiutami a sapere un po’ chi sono e dove vado

e quanto male ti hanno fatto le mie azioni delittuose

aiutami a vedere quello che sei stato e che sarai

e cosa possa fare per avere il tuo perdono

aiutami a sentire quando nelle nostre vite tutto va

ma non va, non va, non va

aiutami a guardare le mie ipocrisie latenti

quando penso, dico, faccio cose che ti ammazzano

 

perché siamo fratelli perché siamo fratelli

 

 

 

 

Scritta il 25/05/2014
Realizzata il 26/05/2014 dopo una settimana di lavoro, sebbene il progetto fosse in cantiere da circa un anno
Scritta, composta ed eseguita da Paolo Romano

 

 

 

 

 

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