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'Latona' dalla serie 'L'Albero Mitico dell'Amore' , 12.4.15 , Disegno e acquerello su cart
Leda – Si unì al marito Tindaro e a Zeus nella stessa notte. Nacquero quattro gemelli: Elena e Polluce (figli di Zeus) Clitennestra e Castore (figli di Tindaro).

presentazione

L’albero genealogico sopra visualizzato è una versione virtuale dell’installazione L’Albero Mitico dell'Amore, svoltasi dal 22 al 24 Maggio 2015, dalle 18.00 alle 22.00, presso lo studio Maggio Laboratorio Pianoforti, inclusa nell’evento 00176 Pigneto Città Aperta nel quartiere Pigneto di Roma.

Questa installazione illustra la genealogia (orizzontale come lo scorrere del tempo) di alcuni personaggi della mitologia greca. Inizia da una fase primordiale (visibile nello stile arcaico dei personaggi a sinistra e nella loro disposizione ordinata), prosegue con una fase intermedia (in cui i volti al centro iniziano a spogliarsi di ogni arcaismo), e termina con la fase posizionata a destra (con volti tendenti al realismo e disposti in modo caotico).

Sette sono le tappe significanti: Zeus, Prometeo, Eros, Dioniso, Crisippo, Oreste e Tiresia. Essi sono la sostanza narrativa del tema: siamo realmente artefici del nostro destino o il libero arbitrio è un grande inganno?

Il rapporto tra l’arbitrio divino (la “dittatorialità” del destino, dei sentimenti e dell’amore) e l’arbitrio umano (la libera scelta, la fredda ragione) è argomento non marginale in seno ad interi periodi storico-politici della nostra civiltà (Rinascimento, Illuminismo, Positivismo..).

Prometeo regalò il fuoco (luce della ragione) alla stirpe umana, motivo per cui venne punito da Zeus (arbitrio divino). Questa primordiale contrapposizione, sviluppata anche nel Prometeo Incatenato di Eschilo, si risolve nell’armonia di Eros. L’armonia dell’Amore, che è il senso di tutte le cose, congiunge (lAmore) materiale ed immateriale, razionale ed irrazionale.
Ma un giorno l’ingordigia portò gli uomini ad un presunto “riscatto” dal divino, per dominare le forze della natura, abusandole (Neolitico). E il raziocinio materialista divenne il nuovo selciato percorso dall'umanità. Ne' Le Baccanti, Dioniso (figlio di Zeus), poiché deriso dal re di Tebe che non volle credere alla sua discendenza divina, scatenò le sue ire sull'intero popolo della città. L’uomo ha deriso il dio, e questo ha reagito palesandone tragicamente la superiorità, lirrazionale sul razionale. Crisippo, creatura meravigliosa semi-divina, subì un doppio maltrattamento: lo stupro dell’amato Laio ed il tentato assassinio dei fratellastri Atreo e Tieste, intenti ad assicurarsi il regno del padre. Egli è anche vittima in senso drammaturgico (oltre che narrativo): non ha una vita propria ma è funzionale a raccontare la vita degli altri. Non può condizionare l’andamento del destino in quanto vittima dellarbitrio di altri, sui quali (e sulle loro discendenze) si abbatteranno le immani maledizioni del padre Pelope. Pur rimettendosi al destino, pertanto, luomo sarà sopraffatto da altri uomini, che a loro volta ne subiranno le conseguenze, verso un'incessante catena di dolore.
Sino ad Oreste sottoposto ad operare una scelta tra due opzioni sbagliate: vendicare la morte del padre Agamennone, in nome di Zeus, o scongiurare la persecuzione delle Erinni, evitando di uccidere la madre, facendo torto a Zeus. Riconciliandosi col divino (Zeus) e facendone la volontà (uccidere Clitennestra), le Erinni lo perdoneranno, divenendo Eumenidi. Il destino quindi porge una falsa autonomia decisionale perché l’uomo, incredulo o ignaro, è costretto ad assecondare la volontà divina, lirrazionale, il destino.

L’uomo non deve disconoscere l’importanza dell’amore e dei sentimenti e la ragione non può esistere se da sola, poiché diverrebbe distruttivo materialismo. Ragione e sentimento devono coesistere.

Essere capaci di vedere una cosa significa “essere” quella cosa, secondo il concetto di empatia. Se l’uomo vede l’orizzonte (l’infinito), o due rette parallele che si incontrano (l’assurdo, o “caso limite”), e se l’uomo ancora vede la perfezione della natura (Dio, o chi per lui), è perché l’uomo stesso, capace di vedere queste, è “infinito” (o “contiene” l’infinito). Ad esempio l'artista è il veicolo fisico di passaggio tra una forza innaturale (ispirazione) e il gesto (azione concreta). Pertanto l’uomo è Dio, l’uomo è il destino, l’uomo è la natura e l’infinito. L'approccio razionale non rende giustizia allimmensità delluomo, per la quale bisogna “essere” nell’amore, e nelle azioni. Ritenere possibile veicolare il destino con sole scelte razionali è un’utopia, e solo il giorno in cui tutti ritorneremo all'armonia, potremo compiere il miracolo della felicità, in attesa di transitare la porta di passaggio, rappresentata da Tiresia, tra il “di qua” e il “di la”.

Dunque

prima di pensare

AMA 

(Albero Mitico dellAmore)

Ascolta i metamixes che fecero da colonna sonora all’evento.

Didascalia di presentazione dell'evento